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 CICLO COMBUSTIONEEDER Pellevent - Ciclo combustione gruppo braciere

  1. Piattello forato distribuzione aria primaria
  2. Tubo adduzione aria comburente secondaria
  3. Tubo alloggiamento coclea alimentazione pellet
  4. Tubo adduzione aria comburente primaria
  5. Ventilatore aria comburente secondaria
  6. Ventilatore aria comburente primaria
  7. Motoriduttore valvola stellare e coclea d’alimentazione
  8. Motorino azionamento accenditore dinamico
  9. Valvola stellare anti ritorno fiamma
  10. Gruppo di dosatura e alimentazione
  11. Accenditore dinamico automatico
  12. Guaina protettiva scorrimento accenditore
  13. Collettore anulare distribuzione aria comburente secondaria
  14. Braciere della camera di combustione
  15. Sistema pulizia semi automatico degli scambiatori
  16. Turbolatori elicoidali
  17. Fascio tubiero verticale di scambio termico
  18. Intercapedini d'acqua
  19. Vano raccolta fuliggine
  20. Tubo evacuazione automatica cenere
  21. Coclea secondaria trasporto cenere
  22. Coclea primaria trasporto cenere
  23. Sportello accesso camera di combustione

Qualunque sia il tipo di trasporto adottato il pellet giunge al gruppo di alimentazione (pos.10) per caduta e viene dosato dalla valvola stellare (pos.9) che a sua volta viene regolata dalla centralina che ne determina la velocità di rotazione. La valvola stellare funge anche da serranda tagliafuoco e serve a interrompere il collegamento tra il bruciatore e il deposito assicurando una protezione del 100% contro il rischio del ritorno di fiamma.
Per caduta il pellet giunge al sottostante tubo di convogliamento (pos.3) al cui interno è posta la coclea d’alimentazione che con il suo movimento rotatorio sospinge il combustibile verso il braciere (pos.14); il movimento della valvola stellare e della coclea di alimentazione è conferito da un motoriduttore (pos.7) il quale aziona una catena che sincronizza i due gruppi.
EDDER Pellevent - Ciclo combustione caldaiaAll’inizio del ciclo l’accenditore (pos.11) viene automaticamente fatto avanzare fino ad immergersi nel pellet, a fiamma innescata lo stesso meccanismo provvederà a ritrarlo in posizione di riposo dove non sarà sottoposto agli elevati sbalzi termici della combustione. Questa accortezza mantiene il dispositivo funzionante per lungo tempo evitandogli usure o malfunzionamenti prematuri.
Il regolare svolgimento della combustione viene gestito da un microprocessore che ottimizza l’apporto dell’aria primaria per mezzo di un primo ventilatore (pos.6) e dell’aria secondaria con un secondo ventilatore (pos.5). L’aria primaria viene canalizzata (pos.4) in un vano circolare d’espansione dove si preriscalda e poi distribuita attraverso i fori del piattello (pos.1), l’aria secondaria invece viene convogliata (pos.2) in un collettore circolare (pos.13), posto sopra al braciere (pos.14) dove viene preriscaldata e poi distribuita attraverso i fori disposti radialmente sulla superficie interna.
La fiamma così alimentata si sviluppa verticalmente generando grandi quantità di calore, in seguito, per depressione indotta dal ventilatore d’aspirazione posteriore, i fumi sono costretti a migrare verso il basso e a percorrere lo scambiatore a piastre (pos.18 - secondo giro fumi) e poi nuovamente deviati verso l’alto e fatti defluire nel fascio tubiero di scambio termico (pos.17 – terzo giro fumi). Questo percorso a “S” rallenta la velocità dei fumi, aumenta il tempo di percorrenza negli scambiatorio e di conseguenza aumenta ulteriormente lo scambio termico, inoltre i turbolatori creano un moto vorticoso che permette alle polveri sospese di cadere e di depositarsi nell’apposito vano di raccolta (pos.19), da cui saranno in seguito evacuate manualmente o in automatico. Il fumo così depurato dalle particelle in sospensione può essere liberato nell’aria con bassi indici di emissione.